- Pensieri irrazionali di una pazzerella sognatrice di periferia -
venerdì 7 dicembre 2012
Una colazione perfetta *-*
Mi trascino a forza verso la cucina e si sente già lungo il corridoio un profumino dolce dolce. Le pesti mi anticipano con un gran chiasso molto piacevole. Entrando in cucina mi accorgo che davvero oggi è una giornata fantastica. La tavola imbandita di ogni cibo "perfetto" per iniziare la giornata. Succo d'arancia e di ananas, croissant, burro, marmellate di fragole, ciliegia e arancia, fette biscottate, biscottini e pure cappuccino. Beh, la mia Elly non mi fa mancare mai niente. Elly, non chè Elena, è la mia migliore amica, da circa un annetto. Ci siamo conosciuti un quattro anni fa, lei era fidanzata con un amico del mio ex ragazzo, la quale a sua volta ci ha presentati e da lì è nata una bella amicizia, che si è rafforzata maggiormente quando io e Salvo abbiamo rotto la nostra relazione, tutto questo appunto un anno fa. Un anno terribile, ma che grazie a lei sono riuscita a passare. Lei mi ha dato la forza, la grinta, lei c'era sempre ogni qualvolta stavo veramente male e deliravo. Lei è stata una sorella con la "S" maiuscola e le devo veramente molto.
- Giorno Cherì, grazie mille per tutto questo, tu si che mi vizi.
- Buongiorno Tresor, non t'illudere tanto, tutto questo è per i miei nipotini.
- Per quelle piccole pesti? ma dico io, fanno tanto chiasso e tu fai tutto questo per loro?
Neanche finisco col terminare la frase che si sente un bicchiere schiantarsi a terra.
- Ecco... mi sembrava strano che non fosse successo ancora nulla.
Yuri, il solito monellino, per aiutarsi a salire sulla sedia si appende alla tovaglia e casca a terra il bicchierone stracolmo del succo d'arancia. Inizia a trasformarsi. Il labbruccio diventa a cucchiaio, gli occhi piccoli piccoli e socchiusi, pieni di lacrime inizia a piangere, ovviamente non si sa per quale motivo Illary, la sorellina, lo segue. E questo è solo l'inizio di mille danni che combinano al giorno.
Yury ed Illay sono i figli di Sara, la sorella di Elena, che ogni tanto ci rallegrano le giornate nel nostro piccolo appartamento. Sara, viveva quì ormai da dieci anni con suo marito Mattew, inglese doc, e ci ha aiutato molto nella sistemazione e trovar lavoro, soprattutto nel non farci sentire mai soli.
Elena li abbraccia frettolosamente, mentre io raccolgo il succo versato, accidentalmente, a terra.
Sissi in tutto questo? E' seduta comodamente sulla mia sedia, che guarda con aria di sufficienza. E' proprio da vamp. In effetti un gatto che può far in tutto questo trambusto? Ovviamente.
Risolto il piccolo incidente, ci sediamo a tavola e colazioniamo, stranamente, mangiando tutto, soprattutto i bimbi che ogni volta fanno storie per mangiare.
- A che ora viene Sara?- dico ad Elly
- Verso le dieci e mezza, mi ha detto.
- E stamattina che facciamo?
- Ma come Lò non ti ricordi che abbiamo un appuntamento con la ragazza di Richard?
- .......... Mmmmmmm....
- Lòooooo.... Il giornale Lò. La rubrica rosa? Moda, trucco, sfilate, ultime novità....
- Oh cavolo, vero. Scusami mi sono disconnessa un'attimo.
- Si un attimo. Ti devi proprio aggiornare il software , tu. - scoppia a ridere da sola, ed i bimbi con lei.
- Ma voi che ridete, se nemmeno sapete cos'è un software?! Ma tu guarda.
Ridendo e scherzando, guardo i loro occhi e mi accorgo che sono proprio fortunata.
- Sai Elly, abbiamo fatto bene a venire quì.
- Si, si. Ti devo proprio dare ragione.
Con Elena abbiamo preso da circa un sei mesi questo grazioso appartamentino, nella zona di Bayswater a Londra, dopo tanti dubbi e ripensamenti sul trasferirci o meno quì, lasciando temporaneamente le nostre famigliuole per trovare lavoro, serenità ed un affascinante principe.
Lavoravamo io, come cameriera in un fast-food, lei invece come cassiera.
Abbiamo conosciuto parecchia gente, come Richard e la sua attuale "ragazza-mensile". Lui le chiama così xkè dice che in un mese riesce a capire tutto di una persona. Mah, beato lui.
Stava con Jill, da qualche settimana, lei lavorava già da un annetto in una rivista moda e poteva aiutarci ad inserirci in un nuovo ambiente lavorativo. La paga era molto più sostanziosa rispetto a quella del fast-food e poteva servirci qualche sterlina in più.
Finita la colazione, iniziavano i preparativi. Prima per i bimbi ed ogni volta era uno spasso rincorrerli per tutta casa e convincerli a vestirli. Sara sarebbe arrivata a momenti, li avrebbe portati sicuramente al parco, amano rincorrere gli scoiattoli che giustamente si rifugiano sugli alberi e loro iniziano poi a lanciargli noccioline, a modo loro per farli mangiare. Povera Sara, che pasienza.
Suonano alla porta, e loro capiscono subito dal clacson anticipato, che è arrivata la loro mamma. Illary si dirige verso la porta con la gonnellina ancora alzata e yury con la camicetta sbottonata, da lì capisco che non sono ancora del tutto pronta per essere così paziente.
- Vai cara ci penso io a loro. - mi salva Elly.
- Grazie, inizio a farmi la doccia.
- Lò... mi raccomando... non sei Beyoncè!! - e mi fa l'occhiolino.
- Ti voglio bene anch'io, Elly.
Non capisco perchè ogni volta che canto sotto la doccia deve prendermi in giro. E mentre lei, terminava di vestire i bimbi ed accompagnarli alla macchina, io già entravo in crisi su cosa mettermi.
domenica 2 dicembre 2012
- Il Natale è alle pooorteeee!! -
E stamane svegliata con la musica jazz.... Wau!! Non c'è cosa più bella secondo me; a meno che non ti saltellano sul letto, simulando un terribile terremoto e buttandoti cuscinate in faccia come se fossero dolci soffici batuffoli di cotone. Beh... poteva andarmi peggio. Cerco di coprirmi la faccia con le lenzuola e rigirandomi sotto le coperte riesco a trovare un varco per scappare, ma ahimè con tutta quella confusione mi disoriento e quel varco diventa un burrone, cadendo dal letto col sedere a terra. Un tonfo pazzesco, per non parlare del dolore. Improvvisamente silenzio e quiete, ma dopo pochi secondi vedo gli occhietti curiosi delle piccole pesti sbucare da sopra il materasso che con sorrisi e risate scappano dal letto e si dirigono in chissà quale altra stanza della casa a far danno.
Appoggio la testa sorridendo sul bordo del letto e poi sento un calore nel ventre. Appoggio la mano e tocco una nuvola. La mia amorina si è accovacciata su di me e il suo frrr frrr di fusa mi coccolava come un'innamorata pazza.
- Sissì, gioia, sei la mia bimba speciale.
La mia bimba speciale è la mia gatta, un amore batuffoloso che non mi lascia mai. Bianca beige e candida, occhi di un azzurro cielo acqua che ti stregano e ti fanno innamorare. Il suo savoir-faire così elegante e raffinato da donna sensuale stile marylin mi ha incantato dalla prima volta che l'ho vista metter zampa in casa mia. Al negozio era asociale, piccola ed indifesa, se ne stava per i fatti suoi in un angolino a guardare i cagnolini giocare nel box accanto, come se stesse pensando "ah la razza canina...". Beh è un pò meno quello che penso io degli uomini, forse per questo mi è piaciuta subito, andiamo perfettamente d'accordo e siamo anche molto simili. La mia piccola sostenitrice in tutto, anche quando sgrido Richard, il ragazzo del negozio di animali, che vuole vendermi un pasto anzichè un altro. Lei lo guarda con aria di sufficenza e si volta verso di me con occhi socchiusi. Mi fa morire dal ridere e lui s'innervosice come non mai. Continuo ad accarezzarla, ma quanto basta, non ama molto le smancerie, è una vamp perfetta.
- Beh Sissì, che fa ci alziamo madame?
Con un leggero miao ed il suo musetto piccolo piccolo si avvicina e mi guarda, con quegli occhi dolci stile gatto del cartone Sherek. Ha fame o, mi sta chiedendo il permesso di azzuffare i pesciolini rossi dalla bolla. Capricciosa.
domenica 25 novembre 2012
- Ero... innamorata di te.. -
"- Vorrei scriverti mi manchi ma.... non lo farò.
- Perchè ti limiti? Non ha molto senso, lo sai vero?
- C'è chi dice che tutto ha senso nella vita e chi, invece, dice il contrario. Io... mi limito a seguire il mio pensiero e a volte il mio istinto.
- E... quale sarebbe?
- Vorrei scriverti mi manchi ma.... non lo farò. Ancora una volta."
- Perchè ti limiti? Non ha molto senso, lo sai vero?
- C'è chi dice che tutto ha senso nella vita e chi, invece, dice il contrario. Io... mi limito a seguire il mio pensiero e a volte il mio istinto.
- E... quale sarebbe?
- Vorrei scriverti mi manchi ma.... non lo farò. Ancora una volta."
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